Serie A, Venezia-Cittadella gli opposti si sfidano

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Finale playoff tra due squadre che distano solo un’ora di macchina ma con filosofie completamente diverse. Vicine ma diverse queste due città si sfidano per poter accedere alla serie A. Il Venezia aveva già frequentato la serie ma per il Cittadella sarebbe la prima volta in A. Serie A, B ecc piene di giocatori e squadre e perché non scommettere su chi vince e chi perde? Collegatevi al sito www.22betonline.it ed iniziate il vostro viaggio nelle scommesse online.

Le accomuna la voglia di emergere ma sicuramente non possiamo dire lo stesso per la mentalità. Una ha lo sguardo rivolto ad Oriente, centro politico culturale e per anni Repubblica più potente dell’Adriatico mentre l’altra è nata come borgo fortificato con fossati e mura.

Differenze calcistiche

Anche la storia calcistica non è da meno come differenza perché da una parte si assiste a cambiamenti, cadute, rinascite e dall’altra tradizione e continuità. Ci troviamo davanti ad un elettrico melting pot per la prima e un compatto blocco di giovani compatti per l’altra. Questo è stato in tre anni il secondo derby veneto in finale playoff, il primo lo abbiamo visto nel 2019.

Cittadella e la sua storia

Il Cittadella è un club fondato nel 1973 da fusione di due squadre e la famiglia dei Gabrielli, imprenditori del settore siderurgico, ne sono stati sempre i proprietari. Il primo presidente è stato Angelo che ha fondato anche l’azienda, lui è stato l’ideatore della fusione tra Olympia e Cittadellese. L’incarico ebbe fine nel 2009 con la sua morte. Da più di un decennio il suo posto è stato preso dal figlio Andrea mentre gli allenatori negli ultimi 25 anni sono stati ben quattro.

Glerean che nel 2000 ha portato la squadra in B, dal 2002 al 2005 Maran, poi Foscarini che nel 2008 ha riportato di nuovo la squadra in B. quest’ultimo è riuscito anche a portare il club nel 2009-10 ai playoff rimanendo con la squadra fino al 2015. Venturato con loro nel 2016 ha ottenuto la terza promozione sempre agli spareggi.

Venezia movimento e tanti nomi

Il Venezia quattro allenatori li ha avuti solo nella stagione 2018/2019 e la sua storia è sicuramente più variegata sia per i passaggi di società sia per 9 cambi di nome. Negli anni ’40 i fasti e la Coppa Italia, declino e serie D negli anni ’70 ma con l’arrivo di Zamparini si è ottenuta la rinascita.

Nel 1998 arriva la serie A dopo ben 32 anni poi tra il 2005 ed il 2015 i tre fallimenti con la retrocessione nel 2017 in B con Tacopina. Quinto posto e playoff con Inzaghi ma nel 2018-19 perde ai playout e retrocede per poi essere riammessa.

Da quando è risalita ogni anno ha cambiato allenatore passando da Inzaghi a Vecchi, Zenga, Cosmi nel periodo 2018-2019, Dionisi nel 2019-2020 fino ad approdare ad oggi con Zanetti. Sicuramente in questa squadra non ci si annoia mai

Composizione delle squadre

Nella squadra del Cittadella c’è un unico straniero che è il portiere Kastrati perché Rosafio, Ogunseye e Tsadjout possiedono la doppia cittadinanza. Per tutti gli altri si parla solo di italiani che sono stati presi dalle categorie più basse e hanno al Tombolato fatto vedere tutto il loro valore. Parliamo di Baldini di Rosafio e Ogunseye e dell’acquisto dall’Imolese di Gargiulo.

Multietnia la troviamo nella rosa del Venezia, parliamo di Maenpaa e Johnsen che fanno parte dei cinque scandinavi. Svoboda e Crnigoj con origini asburgiche e Taugourdeau francese. Importantissimo anche il gruppo italiano formato da Modolo, Aramu, Forte e Maleh.

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