CE L’ABBIAMO FATTA. ORA, RIAPRIAMO LA PARTITA PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Mercoledì 18 Febbraio 2015 07:38

Dopo mesi passati a batterci contro provvedimenti che hanno pesantemente penalizzato i professionisti, ordinistici e non ordinistici, il Governo ha finalmente dato un primo segnale di attenzione con il blocco dell’aliquota della gestione separata e la revisione del regime dei minimi.
Questa è una grande vittoria per tutte le Associazioni di rappresentanza di professionisti, autonomi e free lance che in questi mesi hanno combattuto con ogni mezzo e grande impegno.
Grazie ad Alta Partecipazione, che insieme ad Acta e Confassociazioni, ha condiviso molteplici iniziative di protesta.
Ma, grazie anche al Colap che autonomamente ha combattuto sulle stesse posizioni. Grazie a Confprofessioni che con l’iniziativa di oggi chiama a raccolta tutti quelli che vogliono realmente impegnarsi per un vero riconoscimento sociale del lavoro intellettuale.
Grazie infine a tutti quelli che in Parlamento e nel Governo hanno combattuto la nostra battaglia, una battaglia fino a qualche ora fa dall’esito tutt’altro che scontato: Chiara Gribaudo, Valentina Paris, Cesare Damiano e Tommaso Nannicini.
Ora, sono necessari provvedimenti organici e universali volti a riconoscere la dignità e la rilevanza sociale del lavoro di autonomi, professionisti e free lance.
Il blocco dell’aliquota e la revisione del regime dei minimi sono segnali importanti ma significativi soltanto se seguiti da provvedimenti organici e universali volti a riconoscere la dignità e la rilevanza sociale del lavoro di autonomi, professionisti e free lance. Un obiettivo che potrà essere raggiunto soltanto con l’unità e la collaborazione di tutte le Associazioni di rappresentanza professionali.

Per questo, il 28 febbraio ALTA PARTECIPAZIONE organizza a Milano RIAPRIAMO LA PARTITA, un incontro tra il mondo del lavoro autonomo, professionale e dei free lance e politica e istituzioni.

Qualunque ipotesi di riforma deve partire dalle elaborazioni e dalle proposte realizzate da chi vive la condizione di partita Iva sulla propria pelle: un processo “dal basso” che ha definito il modus operandi di Alta Partecipazione fin dalla sua nascita.
Vogliamo proseguire su questo percorso anche a Milano discutendo con le Associazioni e la politica delle elaborazioni di questi ultimi mesi in tema di tutele e diritti, fisco, previdenza, compensi e formazione e confrontandoci su questi temi con il Governo.
Se anche lo stesso Matteo Renzi ha definito un autogol il complesso di provvedimenti sulle partite Iva quale migliore occasione per annullarlo confrontandosi con le Associazioni e i movimenti più rappresentativi di questo mondo?
Questa giornata sarà una giornata dedicata a Davide Imola, sindacalista visionario che ha pensato e ideato un percorso di inclusione, confronto e condivisione per tutto il mondo del lavoro intellettuale dando appunto vita ad Alta Partecipazione.
Cercheremo di colmare l’enorme vuoto lasciato dalla scomparsa di Davide discutendo, confrontandoci e proponendo idee e soluzioni che insieme a lui abbiamo contribuito a costruire.

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I professionisti non sono evasori, sono lavoratori PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Venerdì 16 Gennaio 2015 13:31
Stampa specializzata riporta di un aumento del numero di partite IVA aperte a novembre 2014 (+15,5%).
Il sole 24 Ore di oggi 16 gennaio 2015 si occupa delle varie exit strategy da una Gestione separata Inps la cui aliquota contributive è diventata ormai intollerabile, soprattutto a fronte di scarsissime prestazioni. Si parla di iscrizione alla gestione commercianti, iscrizione a ordini professionali, utilizzo della cessione del diritto d'autore o spostamento della residenza fuori dall'Italia. 
La combinazione tra nuovo regime dei minimi e aumento dell'aliquota contributiva sta costringendo i lavoratori autonomi, indipendenti, i free lance, i professionisti, a cercare strade ai limiti della legalità per poter continuare a svolgere la loro attività.
I professionisti non sono evasori, non sono privilegiati, e innanzitutto sono lavoratori.
Vogliono avere la possibilità di svolgere la propria attività pagando il giusto e potendo usufruire di tutele adeguate ai tempi e alle modalità di lavoro.

Da tempo l'associazione Venti Maggio ha lanciato proposte per una revisione delle aliquote Inps, per un regime dei minimi semplice e conveniente, per estendere e rendere davvero fruibile la maternità, per il diritto alla malattia, per stabilire con le parti sociali un equo compenso, per la formazione continua, per ammortizzatori che indennizzino i periodi di scarso reddito o scarsa attività, per l'accesso al credito.

Le richieste dell'Associazione 20 maggio al governo nell'intervento del portavoce dell'associazione, Andrea Dili, a Radio Anch'io (Minuto 16.00)
http://www.radio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-5e6f1b97-726e-4f48-a9ab-09a33619fa7e.html

 
PARTITE IVA: APPELLO AL GOVERNO E ALLA POLITICA PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Domenica 09 Novembre 2014 10:58

               

PARTITE IVA: APPELLO AL GOVERNO E ALLA POLITICA

La somma di 850 milioni di euro indicata nella legge di stabilità 2015 destinata alle partite IVA è in realtà attribuita per la maggior parte alle (micro)imprese (artigiani e commercianti) e penalizza ancora una volta il mondo del lavoro autonomo e professionale. Degli 850 milioni previsti, infatti, ben 500 sono riservati esclusivamente agli sgravi contributivi per artigiani e commercianti, mentre gli altri 350 saranno imputati a sgravi fiscali divisi tra questi ultimi e i lavoratoti autonomi. Ma mentre la soglia per accedere a tali sgravi è fissata fino a 40.000 euro per le microimprese, essa è ridotta a soli 15.000 per autonomi e professionisti. In altre parole anche i 350 milioni residui saranno verosimilmente attribuiti in gran parte ad artigiani e commercianti.

Se si pensa che a partire dal 1 gennaio 2015 tale disciplina andrà a sostituire l’attuale regime dei minimi che per i lavoratori autonomi prevede soglie di accesso più larghe e aliquote più basse si comprende come ancora una volta il risultato netto sarà fare cassa su autonomi e professionisti a favore delle imprese.

Se l’intento reale è favorire le vere partite IVA è sufficiente molto meno: bastano 180 milioni per ridurre l’aliquota previdenziale delle partite IVA iscritte alla gestione separata al livello di artigiani e commercianti (24%). Decida poi il Governo come destinare gli altri 670 milioni.

Le scriventi Associazioni pertanto chiedono:

  1. 1) la fissazione al 24% dell’aliquota contributiva della gestione separata INPS per i titolari di partita IVA non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati;
Ultimo aggiornamento Domenica 09 Novembre 2014 11:26
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