I professionisti non sono evasori, sono lavoratori PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Venerdì 16 Gennaio 2015 13:31
Stampa specializzata riporta di un aumento del numero di partite IVA aperte a novembre 2014 (+15,5%).
Il sole 24 Ore di oggi 16 gennaio 2015 si occupa delle varie exit strategy da una Gestione separata Inps la cui aliquota contributive è diventata ormai intollerabile, soprattutto a fronte di scarsissime prestazioni. Si parla di iscrizione alla gestione commercianti, iscrizione a ordini professionali, utilizzo della cessione del diritto d'autore o spostamento della residenza fuori dall'Italia. 
La combinazione tra nuovo regime dei minimi e aumento dell'aliquota contributiva sta costringendo i lavoratori autonomi, indipendenti, i free lance, i professionisti, a cercare strade ai limiti della legalità per poter continuare a svolgere la loro attività.
I professionisti non sono evasori, non sono privilegiati, e innanzitutto sono lavoratori.
Vogliono avere la possibilità di svolgere la propria attività pagando il giusto e potendo usufruire di tutele adeguate ai tempi e alle modalità di lavoro.

Da tempo l'associazione Venti Maggio ha lanciato proposte per una revisione delle aliquote Inps, per un regime dei minimi semplice e conveniente, per estendere e rendere davvero fruibile la maternità, per il diritto alla malattia, per stabilire con le parti sociali un equo compenso, per la formazione continua, per ammortizzatori che indennizzino i periodi di scarso reddito o scarsa attività, per l'accesso al credito.

Le richieste dell'Associazione 20 maggio al governo nell'intervento del portavoce dell'associazione, Andrea Dili, a Radio Anch'io (Minuto 16.00)
http://www.radio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-5e6f1b97-726e-4f48-a9ab-09a33619fa7e.html

 
PARTITE IVA: APPELLO AL GOVERNO E ALLA POLITICA PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Domenica 09 Novembre 2014 10:58

               

PARTITE IVA: APPELLO AL GOVERNO E ALLA POLITICA

La somma di 850 milioni di euro indicata nella legge di stabilità 2015 destinata alle partite IVA è in realtà attribuita per la maggior parte alle (micro)imprese (artigiani e commercianti) e penalizza ancora una volta il mondo del lavoro autonomo e professionale. Degli 850 milioni previsti, infatti, ben 500 sono riservati esclusivamente agli sgravi contributivi per artigiani e commercianti, mentre gli altri 350 saranno imputati a sgravi fiscali divisi tra questi ultimi e i lavoratoti autonomi. Ma mentre la soglia per accedere a tali sgravi è fissata fino a 40.000 euro per le microimprese, essa è ridotta a soli 15.000 per autonomi e professionisti. In altre parole anche i 350 milioni residui saranno verosimilmente attribuiti in gran parte ad artigiani e commercianti.

Se si pensa che a partire dal 1 gennaio 2015 tale disciplina andrà a sostituire l’attuale regime dei minimi che per i lavoratori autonomi prevede soglie di accesso più larghe e aliquote più basse si comprende come ancora una volta il risultato netto sarà fare cassa su autonomi e professionisti a favore delle imprese.

Se l’intento reale è favorire le vere partite IVA è sufficiente molto meno: bastano 180 milioni per ridurre l’aliquota previdenziale delle partite IVA iscritte alla gestione separata al livello di artigiani e commercianti (24%). Decida poi il Governo come destinare gli altri 670 milioni.

Le scriventi Associazioni pertanto chiedono:

  1. 1) la fissazione al 24% dell’aliquota contributiva della gestione separata INPS per i titolari di partita IVA non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati;
Ultimo aggiornamento Domenica 09 Novembre 2014 11:26
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I VERI EFFETTI DEL JOBS ACT SUI PRECARI PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Venerdì 07 Novembre 2014 10:51

DOSSIER DELL'OSSERVATORIO DEI LAVORI


 I VERI EFFETTI DEL JOBS ACT SUI PRECARI

Nell’attuale dibattito sul lavoro, tutti usano la lotta al precariato e l’eliminazione delle differenze tra lavoratori stabili ed instabili per giustificare le proprie proposte sul mercato del lavoro ed in particolare sul Jobs Act.

In realtà, guardando le attuali proposte del Governo ma anche quelle di opposizione e minoranza PD il superamento della precarietà appare difficile da realizzare e, talvolta, marginale rispetto ad altre priorità che riguardano, quasi sempre, il lavoro stabile.

Facciamo degli esempi:

Per quanto riguarda gli ammortizzatori se stiamo alla lettera della legge delega l’Aspi in realtà l’universalizzazione degli ammortizzatori sociali, sarà estesa solo ad altri 46.577 collaboratori coordinati e continuativi (quelli con più di 3 mesi di contributi versati). Se dovesse prevalere la nostra teoria che i contratti a progetto verranno trasformati dalle aziende in co.co.co. allora la platea che potrebbe accedere all’Aspi, in aggiunta a quella attuale, crescerebbe fino a 317.656 (46.577 co.co.co. + 267.079 co.pro.). Rimangono esclusi circa trecentomila lavoratori parasubordinati e a partita iva iscritti alla gestione separata, i lavoratori autonomi iscritti all’ex Enpals e tutti i liberi professionisti.

Lo scenario per cui i co.pro. si aggiungono ai co.co.co. porrebbe subito due problemi: il primo sono le risorse destinate all’operazione allargamento Aspi che appaiono limitatissime (i residui del cosiddetto bonus collaboratori); il secondo è che verrebbe meno la trasformazione di massa dei contratti a progetto nel nuovo contratto a tutele crescenti (che come vedremo successivamente rimane più costoso nonostante gli incentivi). Non solo. Una probabile trasformazione dei co.pro. in co.co.co. darebbe alle imprese che vogliono abusare di queste forme di lavoro maggiore libertà di farlo perché toglierebbe quelle regole e quelle tutele introdotte per i co.pro. ed assenti nei co.co.co. (contratto scritto, tutele sociali per malattia maternità e infortuni, regole sui compensi e in caso di dimissioni o licenziamento).

Seguendo questo ragionamento possiamo passare al secondo esempio: il superamento del dualismo nel lavoro con la promozione del contratto a tutele crescenti e gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato che assorbiranno i contratti atipici e precari.

Ultimo aggiornamento Sabato 08 Novembre 2014 16:18
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