Settori d'intervento

UNA PROPOSTA DI LEGGE PER I PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Barrano   

Archeologi malpagati alle dipendenze di geometri nei cantieri del metro' romano, concorsi per dirigenti al ministero dei Beni culturali aperti a tutti i laureati(medici compresi). E poi, in tempi di decentramento e federalismo nascente, regole di reclutamento all'insegna del 'fai da te' in comuni, province e regioni: con il  che alla guida del patrimonio culturale di un ente locale puo' starci un economista o un filosofo. Insomma, nel paese che vanta il maggior numero di 'tesori' al mondo regna l'anarchia tra chi lavora nei beni culturali.
Una situazione alla quale il Partito Democratico intende mettere fine, con una proposta di legge -illustrata oggi in conferenza stampa da Marianna Madia e Marilena Samperi (le due firmatarie, insieme a Donatella Ferranti e Lanfranco Tenaglia)- che punta a "riordinare- sintetizza Samperi- l'esercizio delle professioni legate alla tutela dei beni culturali"

Una pdl smilza di due soli articoli, che riforma il 'codice dei beni culturali': in prosp ettiva, tutti gli interventi di tutela, vigilanza, ispezione, conservazione e fruizione dei beni culturali dovranno essere affidati alla responsabilita' di archeologi, architetti, bibliotecari,demoetnoantropologi o storici dell'arte in possesso di titoli adeguati e professionalita'. Nel frattempo, in attesa che l'universita' aggiorni le classi di laurea, saranno istituiti registri nazionali che certificheranno chi ha i requisiti per occuparsi di beni culturali.

 

 

"Non vogliamo misure corporative ne' rigidita' nel sistema", assicura Samperi. E Madia -a mo' di ammonimento oggi che "abbiamo un governo che cerca di creare disunita'"- cita la proposta quale "esempio di come puo' avvenire una concertazione positiva", visto che tutte le associazioni professionali hanno contribuito alla stesura del progetto.
Il settore dei beni culturali, immenso patrimonio dell'Italia ed enorme potenziale economico per il Paese, è ridotto ad una giungla senza regole chiare, dove può capitare che un archeologo occupato nei lavori della metropolitana di Roma guadagni 30 euro lordi al giorno e non abbia come referente principale la direzione dei lavori vicina al Comune ma il geometra di una ditta privata e dove il bando di concorso indetto dai Beni culturali per trovare nuovi dirigenti preveda come titolo  necessario soltanto una qualunque laurea. E' quanto è emerso oggi nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio organizzata per presentare un progetto di legge del Pd, d'iniziativa delle deputate democratiche Marianna Madia e Marilena Samperi e alla quale erano presenti i rappresentanti delle più importanti associazioni di categoria: archeologi, archivisti,  bibliotecari e storici dell'arte che hanno condiviso la proposta di legge del Partito Democratico.

Il provvedimento modifica due articoli del codice dei Beni Culturali per il riconoscimento giuridico dei requisiti minimi degli operatori del settore.
L'art 1 prevede l'introduzione di una norma ai sensi della quale gli interventi di tutela, vigilanza e ispezione, protezione e conservazione dei beni devono essere affidati alla responsabilità di archeologi, archivisti, bibliotecari o storici dell'arte in possesso di adeguata formazione e professionalità;

l'art 2 prevede che vengano istituiti dei registri con funzione ricognitiva dei professionisti archeologi, archivisti, bibliotecari o storici dell'arte e che il Ministero per i Beni Culturali di concerto con il Ministero dell'Istruzione e la Conferenza Stato-regioni stabilisca in modo chiaro le modalità e i requisiti di iscrizione di questi professionisti ai
registri.

Secondo la deputata Madia, prima firmataria del provvedimento "la politica deve ripartire dalla centralità delle persone che con competenza svolgono la professione. E' necessario riconoscere la professionalità e il capitale umano". "Questa proposta di legge – ha continuato Madia - è un esempio di come possa esserci una concertazione positiva . Nessuna associazione ha cercato di prevaricare sull'altra, il provvedimento è un piccolo tassello di una lunga strada" che secondo la deputata democratica deve portare alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano. "E' importante trovare un punto di equilibrio tra economica e cultura - ha concluso Madia sottolineando che il Governo non ha ascoltato gli appelli del Ministro Bondi contro i tagli al settore - il fatto che questa proposta di legge sia a costo zero senza oneri, forse servirà a velocizzarne l'approvazione".