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LAVORO: ANDIAMO OLTRE PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Imola   

 

UNA STRATEGIA PER RIUNIFICARE IL LAVORO:

I PUNTI QUALIFICANTI

Si supera più concretamente la precarietà impedendo gli abusi sui lavoratori; facendo costare di più il lavoro precario; diminuendo di molto il costo iniziale del lavoro dipendente e consentendo, così, alle aziende di passare al nuovo sistema senza traumi; responsabilizzando le parti sociali a trovare le compatibilità più adatte ai lavoratori e alle imprese nei vari settori.

 

-     il lavoro svolto per attività di basso o medio contenuto professionale si può fare solo da dipendente e i contratti collettivi di lavoro devono stabilire una percentuale massima di utilizzo di tutte le forme di lavoro temporanee.

-     A tutti i lavoratori autonomi e professionisti con un committente prevalente non possono essere applicati costi inferiori a quelli dei contratti collettivi pensati per loro o, in alternativa, non possono costare meno di un dipendente di pari livello.

-     Si introduce un'unica forma incentivata di accesso al lavoro che abbasserà i costi del lavoro regolare per 6 anni. Nei primi 3 anni il lavoratore avrà una paga inferiore a quella di un lavoratore stabile e, dopo l’assunzione a tempo indeterminato, costerà di meno grazie agli incentivi dello stato che saranno proporzionati alla formazione professionale svolta.

-     Gli attuali incentivi all’assunzione previsti, con i contratti d’inserimento, per i soggetti sociali deboli si estendono alle lavoratrici che rientrano al lavoro dopo la maternità e ai lavoratori atipici che vengono assunti con contratti standard e ai lavoratori diversamente abili.

-     Si riforma l’apprendistato e si aumenta la durata dei periodi di prova.

-     Per garantire una pensione dignitosa e superare il dumping da costi, si armonizza sia la contribuzione previdenziale tra i lavoratori parasubordinati e i subordinati e quella dei lavoratori autonomi con i professionisti. Inoltre i compensi minimi previsti dalla contrattazione collettiva devono valere per tutti i tipi di lavoro e, dove non ci sono, si istituisce un salario minimo legale.

Si rende più equa l’interruzione del rapporto di lavoro lasciando al lavoratore la scelta:

-     di rivolgersi al giudice per chiedere la reintegra nel posto di lavoro;

-     di accettare un’indennità economica crescente in rapporto all’anzianità;

-     di scegliere la stipula di un Contratto di ricollocazione al lavoro che gli consente di avere un percorso, pagato dall’azienda, di ricollocazione in un altro lavoro e, fino alla nuova occupazione, un’indennità di disoccupazione per 4 anni.

Le tutele sociali devono diventare dei diritti di cittadinanza perché riguardano eventi che colpiscono le persone e le famiglie a prescindere dalla modalità con cui si lavora.

-     Si adotteranno forme di protezione sociale “di cittadinanza” per tutte le forme di lavoro, comprese le imprese individuali, in materia di malattia, infortuni, riposo psicofisico, maternità, accesso al credito, gestione dei tempi di pagamento;

-     Il sostegno al reddito in caso di disoccupazione sarà universale per tutti i lavoratori. Contrariamente ad oggi contribuiranno tutte le imprese e chi utilizzerà il lavoro a termine verserà un contributo aggiuntivo per l’indennità di disoccupazione.

-     Saranno stabiliti sgravi fiscali per i contributi che le parti sociali destineranno al sostegno al reddito dei lavoratori in caso di disoccupazione temporanea. In questo modo si responsabilizzano le parti sociali e le imprese e non si scarica tutto il peso sullo stato.

Per rendere meno pericoloso il rischio di disoccupazione bisogna aumentare gli standard dei servizi per l’impiego Italiani almeno ai livelli della media europea garantendo, a chi ha perso il lavoro, un serio aiuto a trovare un altro.

-     Individuare un sistema a di rete tra stato, regioni e parti sociali per definire e garantire standard minimi di qualità ai servi per l’Impiego pubblici;

-     Avviare un fondo e degli strumenti specifici per garantire, anche in Italia, l’orientamento, la riqualificazione professionale, la certificazione delle competenze acquisite sul lavoro.

-     Approvare la legge sull’apprendimento permanente.

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