| ELEZIONI COMUNALI: LA CARTA ETICA DEL LAVORO |
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| Scritto da 20 maggio |
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ELEZIONI COMUNALI: LA CARTA ETICA DEL LAVORO
SCADENZA IL .../.../... La Carta Etica del Lavoro è stata lanciata da Piero Fassino nel programma per l'elezione a Sindaco di Torino nel rapporto con i giovani che lo sostengono e che hanno fatto della lotta alla precarietà e per la qualità del lavoro uno dei punti caratterizzanti delle proposte per le amministrative del centro sinistra torinese. Oltre a Torino la proposta di Carta Etica del Lavoro è stata ripresa e lanciata anche da Carlo Mazzocchi giovane candidato di Rimini e che, assieme ai giovani democratici della provincia, ha contribuito ad alcune delle riflessioni e alle analisi poi riprese da Fassino, Damiano e altri a livello nazionale. Ci sono luoghi dove le politiche sul lavoro sono più incisive e, soprattutto, dove le competenze delle istituzioni in tal senso sono maggiori. Ma non ci sono luoghi dove non si può fare niente per migliorare le condizioni e la qualità del lavoro. Il Comune è uno di quei luoghi dove, contrariamente a quanto si crede,si può fare molto. Basta volerlo, bisogna proporlo. Se nella vostra città si vota e ancora non ci avete pensato vi diamo un suggerimento, sostenete quei candidati, soprattutto se giovani, che si sono impegnati ad affrontare i temi del lavoro e della precarietà. Se verranno eletti sottoponetegli l'idea di presentare nel proprio Consiglio Comunale la proposta di Carta Etica del Lavoro e utilizzare la legislatura per attuarla praticamente. LA CARTA ETICA C’è bisogno di un nuovo patto fondativo che regoli i rapporti fra i giovani e il mondo del lavoro, un modello che fissi le regole semplici e fondamentali con cui l’Amministrazione intende imprimere un segno nuovo. Si chiama Carta Etica e può diventare il denominatore comune che sta alla base delle proposte del PD e del Centro Sinistra sul tema del lavoro giovanile: applicata in primo luogo nell’ambiente delle società partecipate dal Comune e nell’ambiente comunale è pensata per diventare un modello possibile di buone pratiche. Il presupposto da cui si muove è la considerazione che il Municipio voglia e possa diventare un “esempio del lavoro etico”, facendosi nel tempo portatore di un modello virtuoso di rapporto fra giovani e lavoro e incentivando, con ogni mezzo, l’adozione di un paradigma di trasparenza e di parametri precisi. L’Amministrazione può creare lavoro in modo diretto (con l’apertura di cantieri, la promozione di trasformazioni urbane tali da provocare ricadute economiche e richiedere personale) e in modo indiretto, favorendo le condizioni perché la città sia attrattiva e perché, in altre parole, sia conveniente e facile lavoravi e fare impresa. In entrambi i casi riteniamo necessario che le iniziative di cui il Comune si dovrebbe fare portatore e organizzatore siano ispirate all’eticità, ad un modo nuovo e coraggioso di porsi rispetto al mercato consapevole della necessità di temperare le esigenze di chi cerca e chi offre lavoro, ma altrettanto consapevole che l’Istituzione debba e possa svolgere un ruolo di buon esempio, di modello vincente e conveniente per gli attori economici. Alcune proposte: • Il Comune concede incentivi o sgravi fiscali sulle tasse comunali a quelle aziende che rispettano accordi di trasparenza e correttezza condivisi tra le parti sociali in una nuova concertazione locale promossa dal Comune stesso e gradualmente interrompere la pratica delle assegnazioni di appalti ispirata soltanto al cosiddetto criterio del massimo ribasso. Nel rinnovare gli appalti il Comune intende dare la priorità a quelle aziende che rispettino il CCNL, che tutelino i lavoratori atipici, che presentino un’alta percentuale di giovani e di donne nella propria pianta organica, che dimostrino una tendenza attuata nel corso degli anni alla regolarizzazione del lavoro sommerso. • Il Comune intende cercare un accordo con il Ministero dell’Interno e con i rappresentanti del Governo sul territorio per creare le condizioni utili a favorire l’emersione del lavoro nero sul territorio, favorendo la regolarizzazione di chi denuncia sfruttamento e le sacche di irregolarità; intende altresì istituire un gruppo di Polizia Municipale con lo scopo precipuo di verificare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro del territorio cittadino. • Nella selezione di soggetti affidatari il Comune intende creare le condizioni per l’inserimento di elementi di qualità etica, creando e favorendo tutte le possibili politiche di conciliazione. • Il Comune non utilizza stagisti gratuitamente, prevede per loro unrimborso spese (o borse di studio) e li regolarizza, oltre a fornire formazioneprofessionale permanente attraverso un tutor. Per il Comune gli stages hanno una durata limitata e non possono essere ripetuti o utilizzati per sostituire personale dipendente. Nelle proprie partecipate il Comune prevede contratti di praticantato con permessi per lo studio, aggiornamento continui e compensi regolari. • Il Comune promuove e attua politiche di conciliazione dei tempi per agevolare il lavoro femminile e lavora per rendere quotidiane le buone pratiche che facilitano il lavoro femminile (orari flessibili in entrata e in uscita, asili aziendali dove possibile, convocazioni e riunioni negli orari centrali della giornata). Pur non avendo funzioni dirette di collocamento professionale il Comune si impegna a favorire con ogni mezzo l’accompagnamento e il sostegno alla ricerca di lavoro, anche attraverso attività di consulting e assistenza. • Il Comune promuove, in rapporto con la provincia, un’agenzia permanente, anche implementando i servizi comunali già esistenti, in grado di offrire ai giovani lavoratori (precari, atipici o con contratti a tempo determinato) la formazione e l’aggiornamento professionale da cui oggi sono esclusi, se non ad un costo economico rilevante. |



