MERCATO DEL LAVORO a cura di Davide Imola


ANALISI E COMMENTI SULLE TANTE FACCE DEL LAVORO ATIPICO E PRECARIO

E SUI LIMITI DELLA POLITICA E DELLE AZIONI SINDACALI DI QUESTI ANNI

 

a cura di Davide Imola *

(* esperto di Mercato del Lavoro e Responsabile professioni Cgil)



SOTTO L'ART. 18 NIENTE PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

IN ANTEPRIMA LE SCHEDE DI APPROFONDIMENTO DELLA LEGGE DELEGA (JOBS ACT)  A CURA DELL'ASS. 20 MAGGIO

Contratti. La revisione delle forme contrattuali, secondo l’associazione 20 maggio è solo ipotizzata nel testo della delega e rimangono esplicitamente citate le collaborazioni coordinate e continuative e i voucher per le prestazioni occasionali per i quali si prevede l’innalzamento dei tetti di reddito. Per ora non si parla di eliminare né le associazioni in partecipazione, né le false Partite Iva. Dalle ultime dichiarazioni del governo, in pratica, l’unica forma contrattuale che verrebbe eliminata sarebbe quella dei contratti a progetto.

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Ammortizzatori. Bene l’estensione dell’Aspi (il sussidio di disoccupazione) ai collaboratori coordinati e continuativi. Anche in questo caso, però, vengono escluse le 182.256 Partite Iva iscritte esclusivamente alla gestione separata Inps.

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Maternità. L’auspicabile estensione dell’indennità di maternità sembra riguardare in realtà solo le lavoratrici pagate coi voucher, le autonome occasionali e le lavoratrici delle associazioni sportive dilettantistiche.

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Dal lato delle politiche attive: la Garanzia Giovani PDF Stampa E-mail
Scritto da Cristian Perniciano   

Dal lato delle politiche attive: la Garanzia Giovani


Nell'architettura del jobs act, il cui scopo dichiarato è di migliorare le condizioni di lavoro dei giovani, un importante pilastro è costituito dal potenziamento delle politiche attive per il lavoro.

Iniziamo dicendo che le politiche attive possono essere utili soprattutto a ridurre la disoccupazione cosiddetta “frizionale”, ovvero quella causata dal mancato incastro tra i bisogni della domanda di lavoro con l'offerta. Per essere più chiari, anche un'organizzazione perfetta delle politiche attive non crea posti di lavoro che non siano già presenti o potenziali (e vacanti) nelle aziende.

Ma se già abbiamo scritto che il gran fracasso sull'abrogazione dell'articolo 18 non si giustifica con l'aumento delle tutele per dipendenti precari, collaboratori e autonomi (Visto che il governo presieduto da Renzi ha espresso parere negativo sulle proposte in tal senso di Alta Partecipazione-inserire link a pezzo in merito-), gli stessi dubbi sorgono sulla volontà di potenziamento delle politiche attive.

Perchè se davvero il governo avesse avuto questa priorità, allora una grossa occasione, tra l'altro con finanziamenti europei pari a circa un miliardo e mezzo di euro, ce l'ha avuta e continua ad avercela. Si chiama Youth Guarantee, in italiano Garanzia Giovani, ed il governo ha avuto ed avrebbe tutta la possibilità di gestirla al meglio.

Attraverso le risorse della Garanzia Giovani è possibile attivare tirocini, interventi formativi, completamento dei corsi di studi, iniziative di autoimprenditorialità, e tutti quegli interventi necessari ad attivare i cosiddetti NEET e ad aumentare l'occupabilità dei giovani fino ai 29 anni.

E quali sono i risultati della Garanzia Giovani ai tempi del governo Renzi? Finora un fallimento.

Su una platea potenziale di 2,3 milioni di ragazzi risultano iscritti in circa 180.000, e solo il 15% ha effettuato un colloquio di orientamento. Pochissimi risultano essere i tirocini, solo il 6% delle offerte attivate, che invece in gran parte sono contratti di lavoro a tempo determinato per figure di basso profilo, la cui richiesta probabilmente prescinde l'azione della Youth Guarantee.

Se davvero si sta pensando agli interessi dei non tutelati, dei disoccupati, dei giovani in cerca di lavoro, anziché presentare il jobs act prevedendo “razionalizzazioni”, “riorganizzazioni” o la nascita di una nuova Agenzia, si sarebbe potuto utilizzare meglio l'occasione della Garanzia Giovani. Ma chissà, forse farla funzionare bene non avrebbe alzato un sufficiente polverone mediatico.

A cura di Cristian Perniciano - Ass. 20 maggio

 
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