Settori d'intervento

Parlando d'Economia

Rubrica d'approfondimento delle problematiche legate all'economia, ai redditi e al lavoro ... a cura di

  Andrea Dili                        Riccardo Sanna 

  (Portavoce Ass. 20 Maggio) ........ - ........      (Responsabile Ufficio Economico - CGIL)




LE PARTITE IVA A CONFRONTO CON I DIPENDENTI PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

I DANNI DELLA RIFORMA "FORNERO"

LE PARTITE IVA A CONFRONTO CON I DIPENDENTI

La riforma del mercato del lavoro presentata dal governo Monti rischia di passare alla storia come la pietra tombale sui lavoratori a partita iva iscritti alla gestione separata INPS.

Come noto, si tratta di soggetti che svolgono il proprio lavoro – di norma intellettuale – in forma autonoma, che ogni giorno mettono in gioco sul mercato le proprie competenze professionali, che di norma forniscono servizi e prestazioni ad alto valore aggiunto per la collettività.

Nel 2010 il numero delle partite iva iscritte alla gestione separata era pari a 252.504 unità.

Si tratta – e questo forse è meno noto – di soggetti penalizzati rispetto ai lavoratori dipendenti sia da un punto di vista fiscale (hanno diritto a detrazioni d’imposta inferiori) sia da quello contributivo.

Le partite iva iscritte alla gestione separata INPS, infatti, si accollano l’intero costo dei propri contributi previdenziali e assistenziali a fronte del quale godono di diritti e prestazioni fortemente limitati, soprattutto se confrontati con quelli dei dipendenti.

Per questo, dubito che il provvedimento che incrementa l’aliquota previdenziale della gestione separata dal 27% al 33% sia stato preso con la consapevolezza necessaria.

Se, infatti, si guarda ai dati contenuti nei prospetti sotto esposti, nessuno può condividere una scelta che porta il netto disponibile di un soggetto che ha un reddito di 1.000 euro al mese da 545 a 485 euro mensili o quello di un soggetto che realizza un reddito di 2.000 euro al mese da 960 a 840.

In tali situazioni la scelta che si propone alle persone è tra la mancata sopravvivenza e l’uscita dalla legalità. Noi cosa sceglieremmo?

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MANOVRA ECONOMICA E LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: NECESSARIO UN APPROCCIO DIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Dili   

MANOVRA ECONOMICA E LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE:

NECESSARIO UN APPROCCIO DIVERSO


L’annoso dibattito sulla lotta all’evasione fiscale si è recentemente riacceso in occasione della presentazione dell’ultima manovra economica del governo. In una situazione di assoluta confusione, dove ogni giorno si susseguono proposte più o meno bizzarre che vengono smentite e sostituite da analoghe amenità nell’arco di poche ore, resta fermo – almeno nelle parole della classe dirigente italiana – un principio: lotta senza quartiere all’evasione fiscale.
È di tutta evidenza come tale assunto suoni più suadente alle nostre orecchie rispetto a concetti quali incremento delle tasse, taglio dei servizi o innalzamento dell’età pensionabile; come è altrettanto inconfutabile che sia molto più agevole affermare che finalmente debbano pagare gli evasori piuttosto che essere costretti ad ammettere che, invece, saranno ulteriormente colpiti proprio coloro che le tasse le versano già.

 

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AUTONOMIA NELLA VITA E PRECARIETA' NEL LAVORO? IMPOSSIBILE PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo Sanna   

Autonomia nella vita e precarietà nel lavoro? Impossibile.

di Riccardo Sanna

(pubblicato su "Molecole" - rivista on line) 

Se il lavoro ha rappresentato da sempre il primo veicolo di autonomia personale, attraverso la certezza della fonte di reddito e l’acquisizione di un’identità sociale, per l’ultima generazione di lavoratori – quelli che entrano nel mondo del lavoro ai tempi della cosiddetta new economy e della globalizzazione, finanche nel corso della crisi che stiamo attraversando – non è più così. O, meglio, non è più detto che sia così, perché uno dei tratti che ha caratterizzato la crescita economica e la “maratona sociale” degli ultimi due decenni è rappresentato dall’irruzione della precarietà nei bastioni della piena e buona occupazione. E, purtroppo, ciò che ha caratterizzato in questi anni il problema della precarietà del lavoro è il fatto che ha letteralmente investito un’intera generazione, la nostra. Da qui deve partire tanto l’analisi dell’imprigionata autonomia delle nuove generazioni, quanto la ricerca delle soluzioni per liberarla.

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GIOVANI SALARI NON CRESCONO PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo Sanna   

Giovani salari non crescono

(pubblicato su "molecole")


Una premessa necessaria: crescono le diseguaglianze

Se c’è una cosa che tutti gli economisti riconoscono come l’origine della crisi economica-finanziaria che stiamo attraversando è l’accentuarsi delle disuguaglianze, a cominciare da quelle riconducibili alla distribuzione del reddito. Negli Stati Uniti come in Italia, passando per tutte le economie avanzate, si è registrata una progressiva compressione della parte di reddito nazionale distribuita al lavoro a vantaggio della quota che è andata a profitti e, peggio ancora, alle rendite. Mentre lavoratori e famiglie cominciavano a capire che i loro stili di vita e di consumo non sarebbero stati più gli stessi, il sistema economico, sotto il dominio di quello finanziario, spingeva a compensare sempre di piu’ tale riduzione con l’indebitamento privato, la cui onorabilità però veniva rimandata e manomessa dagli stessi mercati finanziari in funzione della speculazione.

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UNA PROPOSTA PER COSA? PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo Sanna   

Una proposta per cosa?

Sconfiggere la precarietà e superare il dumping sociale. La via alta della competitività.

di Riccardo Sanna (Resp. Ufficio Economia, fisco e finanza pubblica - Dip. Politiche Economiche - CGIL Nazionale)

(Articolo pubblicato su l'Unità il 12/4/2010) 

 

Quando parliamo di precarietà e di flessibilità, di modifica del diritto del lavoro o dell’assetto legislativo su cui si muove il mercato del lavoro di cosa stiamo parlando? E soprattutto per cosa ne stiamo parlando? Evitando di snocciolare dati (e interpretazioni) a sostegno dell’una o dell’altra proposta di contratto unico, forse può risultare più utile riportare il confronto, aperto nell’ultima settimana su queste pagine, al “senso” della discussione.

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