Parlando d'Economia

Rubrica d'approfondimento delle problematiche legate all'economia, ai redditi e al lavoro ... a cura di

  Andrea Dili                        Riccardo Sanna 

  (Portavoce Ass. 20 Maggio) ........ - ........      (Responsabile Ufficio Economico - CGIL)




A CIASCUNO IL SUO PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

A CIASCUNO IL SUO

di Andrea Dili – Portavoce Associazione XX Maggio

Per anni abbiamo sentito ripetere il ritornello che la politica non fosse in grado di assumere decisioni lungimiranti per il bene del nostro Paese in quanto troppo legata all’esigenza di conseguire, o non perdere, il consenso elettorale.
La ricerca di tale consenso, quale unico o primario obiettivo dell’azione politica, avrebbe infatti impedito il realizzarsi delle riforme necessarie allo sviluppo e alla sostenibilità del sistema Italia.

 

Per i sostenitori di tale assioma il governo Monti rappresenterebbe la dimostrazione inequivocabile che per adottare provvedimenti impopolari ma indispensabili per il futuro del Paese occorra necessariamente l’intervento di tecnici, disinteressati in quanto tali a qualsiasi forma di consenso comune e, in più, portatori di competenze ignote al sistema politico. Si è da più parti sostenuto, infatti, che soltanto un governo di tecnici avrebbe potuto varare provvedimenti quali il riordino del sistema pensionistico, la riforma del mercato del lavoro, la riorganizzazione delle professioni e, da ultimo, gli interventi a livello fiscale.
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LE PARTITE IVA A CONFRONTO CON I DIPENDENTI PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

I DANNI DELLA RIFORMA "FORNERO"

LE PARTITE IVA A CONFRONTO CON I DIPENDENTI

La riforma del mercato del lavoro presentata dal governo Monti rischia di passare alla storia come la pietra tombale sui lavoratori a partita iva iscritti alla gestione separata INPS.

Come noto, si tratta di soggetti che svolgono il proprio lavoro – di norma intellettuale – in forma autonoma, che ogni giorno mettono in gioco sul mercato le proprie competenze professionali, che di norma forniscono servizi e prestazioni ad alto valore aggiunto per la collettività.

Nel 2010 il numero delle partite iva iscritte alla gestione separata era pari a 252.504 unità.

Si tratta – e questo forse è meno noto – di soggetti penalizzati rispetto ai lavoratori dipendenti sia da un punto di vista fiscale (hanno diritto a detrazioni d’imposta inferiori) sia da quello contributivo.

Le partite iva iscritte alla gestione separata INPS, infatti, si accollano l’intero costo dei propri contributi previdenziali e assistenziali a fronte del quale godono di diritti e prestazioni fortemente limitati, soprattutto se confrontati con quelli dei dipendenti.

Per questo, dubito che il provvedimento che incrementa l’aliquota previdenziale della gestione separata dal 27% al 33% sia stato preso con la consapevolezza necessaria.

Se, infatti, si guarda ai dati contenuti nei prospetti sotto esposti, nessuno può condividere una scelta che porta il netto disponibile di un soggetto che ha un reddito di 1.000 euro al mese da 545 a 485 euro mensili o quello di un soggetto che realizza un reddito di 2.000 euro al mese da 960 a 840.

In tali situazioni la scelta che si propone alle persone è tra la mancata sopravvivenza e l’uscita dalla legalità. Noi cosa sceglieremmo?

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