Maternità
PRESTAZIONI FAMILIARI PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

Iscriti ala Gestione separata Inps

 

Hanno diritto all’assegno al nucleo familiare i lavoratori iscritti alla Gestione separata, se non pensionati e non iscritti presso altre casse di previdenza obbligatoria.

Per ottenerlo è necessario che il 70% del reddito complessivo familiare sia derivante da lavoro dipendente, al raggiungimento di tale requisito concorre anche il reddito da lavoro assoggettato alla contribuzione in gestione separata.

L’importo dell’assegno varia in relazione al nucleo familiare, ai redditi e alle tabelle in vigore per calcolare gli importi da corrispondere.

Gli assegni al nucleo familiare sono erogati per tante mensilità quante quelle accreditate nell’anno e per ottenerli è necessario presentare richiesta alla sede Inps di appartenenza (il modulo per la domanda e le informazioni dettagliate sono disponibili su www.inps.it).

Anche i lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla gestione separata hanno diritto all’assegno al nucleo familiare. In questo caso, concorre al raggiungimento del 70% del reddito da lavoro dipendente anche il reddito da lavoro autonomo, se però assoggettato alla gestione separata.

 

ISCRITTI A CASSE LIBERO PROFESSIONALI

Gli iscritti alle casse professionali non hanno diritto a prestazioni familiari, salvo diversa previsione di prestazioni simili delle singole casse.

 
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Scritto da 20 maggio   

 

              La maternità per gli Iscriti alla Gestione separata Inps

 

L’indennità di maternità spetta a tutte le lavoratrici iscritte alla gestione separata, purché non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Per averne diritto è necessario aver versato almeno tre mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo di maternità e aver presentato domanda scritta alla Sede Inps di appartenenza e al committente entro il 7° mese di gravidanza e non oltre un anno dall’ultimo giorno indennizzabile, pena la decadenza dal diritto.

L’indennità, legata all’astensione obbligatoria dal lavoro, è calcolata per ogni giorno del periodo indennizzabile (due mesi precedenti la data del parto, i tre successivi ed eventuali periodi di astensione obbligatoria anticipata o prorogata disposta dal Servizio ispettivo della Direzione provinciale del lavoro), ed è pari all’80% di 1/365 del reddito negli stessi dodici mesi precedenti l’inizio del congedo di maternità.

Il pagamento dell’indennità di maternità è erogato direttamente dall’Inps (il modulo per la domanda e le informazioni dettagliate sono disponibili su www.inps.it, ma è consigliabile rivolgersi ad un patronato per informazioni e presentazione della domanda).

Le libere professioniste possono continuare a fatturare nei mesi di astensione obbligatoria, ma in tale caso non sarà loro erogata l’indennità di maternità.

 

ISCRITTI A CASSE LIBERO PROFESSIONALI

Hanno diritto all’indennità di maternità le iscritte che non percepiscono tale indennità da altri enti o istituti previdenziali. L’indennità di maternità spetta in caso di gravidanza e puerperio, adozione, affidamento, aborto spontaneo o terapeutico, ed è pari all’ 80% dei 5/12 del reddito del secondo anno anteriore alla data dell’evento.

È comunque garantita un’indennità minima (per il 2012 pari a 4.753,00 Euro) mentre l’indennità massima erogabile è pari a 5 volte la minima (23.765,00 Euro nel 2011).
L’indennità è erogata a prescindere dall’effettiva astensione 
dall’attività.
Per ottenerla è necessario presentarne domanda alla propria 
cassa previdenziale entro 180 giorni dalla data del parto, dell’effettivo ingresso del bambino in famiglia, oppure dalla data dell’aborto.

 
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