| abbracciamo la Cultura su Arcireport |
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| Scritto da Salvo Barrano |
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Articolo di Salvo Barrano su
‘Abbracciamo la cultura’ Per valorizzare il patrimonio culturale e la dignità di chi se ne occupa In uno dei paesi con la maggiore concentrazione di musei e monumenti al mondo, le figure che si occupano di beni culturali non sono riconosciute e vengono lasciate ai margini delle politiche di settore. La normativa italiana non ha mai riconosciuto la professionalità di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, conservation scientists, storici dell’arte e in parte anche dei restauratori, nonostante si tratti di figure che affrontano percorsi formativi qualificati per acquisire specifiche competenze tecnico-sceintifiche. In questa situazione larga parte del settore viene lasciata in mano al mercato e ai soggetti più spregiudicati, che in assenza di regole preferiscono massimizzare i ricavi anche a costo di sacrificare la qualità degli interventi. A farne le spese sono in primo luogo il patrimonio culturale e il paesaggio italiano, che vengono offesi quotidianamente in tutti i modi possibili, anche per il progressivo smantellamento delle Soprintendenze, le cui capacità di controllo sono state ormai compromesse dai tagli e dall’assenza di turn-over.
I clamorosi crolli degli ultimi mesi sono l’arido frutto di chi da decenni ha rinunciato a seminare nel campo della cultura, destinando al settore un umiliante zerovirgola di Pil. A soffrire in questa situazione sono naturalmente anche i professionisti, stimati in oltre 30.000, il cui ruolo viene continuamente mortificato. Chi si occupa di beni culturali in Italia, oltre che un professionista dimezzato, perché non riconosciuto, è molto spesso un lavoratore debole, perché inquadrato prevalentemente con forme atipiche (co.co.pro, partita iva, associazione in partecipazione), prive di quelle minime protezioni sociali che consentonoa ciascuno di costruirsi un futuro. Per questo, come Associazione Nazionale Archeologi, siamo convinti che la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano non possano prescindere dalla dignità lavorativa e dal riconoscimento dei professionisti del settore. Tutto ciò ci ha spinti a co-promuovere con entusiasmo la campagna “Abbracciamo la Cultura” che, partendo da un’analisi attenta del sistema culturale italiano, persegue con forza alcuni obiettivi molto semplici: dare priorità ai beni culturali nello sviluppo del paese, aumentando la quota di Pil ben oltre l’attuale 0,19 %; potenziare la conservazione preventiva, contrastando la prassi dell’emergenza; dare dignità e riconoscimento agli operatori del settore; rilanciare il ruolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; garantire trasparenza negli appalti, escludendo le gare al massimo ribasso ed esercitando un forte controllo sulla sicurezza; pretendere un’adeguata qualificazione, anche professionale, delle imprese che intervengono sul patrimonio. Per questo sosterremo le numerose iniziative organizzate in tutta Italia dal comitato ‘Abbracciamo la Cultura’ e scenderemo in piazza il 5 marzo a Roma.
Articolo di Salvo Barrano sul numero - n. 1 anno IX di arcireport (settimanale on line a cura dell’ARCI) |



