UNO STATUTO PER LE ATTIVITA’ PROFESSIONALI PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Lunedì 09 Giugno 2014 21:06
UNO STATUTO PER LE ATTIVITA’ PROFESSIONALI

Si è tenuta a Roma la presentazione della proposta di legge “Statuto delle Attività Professionali” elaborato con il consenso e la fattiva collaborazione dei più importanti coordinamenti delle Associazioni Professionali Italiane (Alta Partecipazione, Colap e Confassociazioni) in rappresentanza di circa 400 associazioni e gruppi professionali.

La proposta di Legge è stata presentata dai Parlamentari PD  Cesare Damiano, Stefano Fassina, Alessia Rotta, Chiara Gribaudo. Successivamente sono intervenuti Emiliana Alessandrucci Presidente COLAP, Angelo Deiana Presidente Confassociazioni, Andrea Dili Alta Partecipazione in rappresentanza delle Associazioni Professionali.

L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non ha una legislazione di sostegno ai professionisti che hanno un’attività prevalentemente individuale. Fiscalmente hanno pochissime agevolazioni perchè considerati simili alle imprese ma spesso quando devono accedere a bandi pubblici non lo sono più.

Previdenzialmente molti di loro sono assimilati ai dipendenti ma, come gli autonomi, si pagano i contributi da soli senza poterli suddividere con i committenti.

Nella Maternità, le professioniste iscritte alla Gestione Separata Inps sono parificate ai parasubordinati anzichè alle libere professioniste. In caso di malattia le tutele sono assenti o sono insufficienti. Esclusi dagli ammortizzatori sociali. I loro compensi sono sempre più bassi perchè non sono regolati ne dai contratti collettivi nè dalle leggi.

La proposta di “Statuto delle Attività Professionali” è il primo provvedimento organico rivolto a questa parte del mondo del lavoro che semplifica e sostiene l’avvio dell’attività, agevola i professionisti, regola il lavoro e i compensi e allarga le tutele sociali.

Nel presentare la Proposta di Legge Cesare Damiano ha motivato l’iniziativa parlamentare con il “tentativo di superare il ritardo Italiano, che è l’unico paese in Europa insieme a Grecia e Portogallo a non avere regolato il lavoro autonomo individuale. E’ necessario affinchè il lavoro autonomo esercitato con attività prevalentemente individuale comprenda benefici fiscali e sia inserita nella riforma del lavoro e dei sistemi di protezione sociale.”

Come si evince dai dati presenti nelle schede allegate, in Italia siamo in presenza di oltre 3.266.000 lavoratori autonomi, in gran parte professionisti, con attività individuale senza impresa e senza dipendenti né collaboratori. Il codice civile li definisce prestatori d’opera individuale e intellettuale ma è più corretto definirli partite iva individuali.

Dal 2008 ad oggi questi lavoratori sono diminuiti di 176 mila e solo nell'ultimo anno si sono persi 103 mila posti di lavoro.

L’Istat documenta da molti anni il fenomeno dell’abuso tra questi lavoratori e lavoratrici.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Giugno 2014 09:51
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QUALE SALARIO MINIMO? PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Martedì 10 Giugno 2014 12:59

QUALE SALARIO MINIMO

Il salario del lavoro subordinato in Italia è ampiamente coperto dalla contrattazione collettiva e il sistema integrato CCNL/Art.36 della Costituzione/giustizia del lavoro hanno consentito di conseguire risultati anche superiori a molti altri paesi Europei in cui è istituito il salario minimo, oppure sono in essere altri strumenti legislativi o sociali.

Nel link sotto puoi scaricare l'ottimo articolo in cui il Dott. Salvo Leonardi sviluppa una dettagliata analisi comparata su più paesi pubblicato sulla rivista Diritto e Lavoro e presentato alle Commissioni Lavoro di Camera e Senato.

Secondo quanto esposto dalla rete Alta Partecipazione al Senato in occasione dell'audizione sulla Delega Lavoro (Jobs Act) un salario minimo per il lavoro subordinato per legge scollegato dai CCNL avrebbe unicamente l’effetto di rendere non applicabili i contratti di lavoro e di mettere al riparo le aziende (a cui basterebbe non iscriversi ad una associazione datoriale per applicare legalmente solo il salario minimo facendo al corsa ai compensi cinesi).
In relazione al fatto che un tale compenso legale unico non potrebbe che essere più basso dei più bassi livelli salariali attualmente praticati (pena l’uscita dal mercato di interi settori merceologici o di intere fasce professionali) l’importo ipotizzabile in Italia non supererebbe i 5,5/6 euro lordi orari. E’ evidente che questo porrebbe il nostro paese ancora di più su una frontiera di competizione di costo non sostenibile socialmente e di breve respiro oltre che ridurre ulteriormente consumi ed entrate fiscali e previdenziali. Inoltre una tale previsione non potrebbe tenere conto di alcuna differenziazione professionale, ne settoriale, ne di contesto competitivo.

Secondo Alta Partecipazione, per il lavoro dipendente và prevista la validità dei CCNL per tutte le aziende del settore a partire da quelle ove la parte datoriale vanta una maggiore rappresentatività incentivando l’accorpamento e la semplificazione dei CCNL con l’obbiettivo di averne uno complessivo per ogni settore.

VUOI LEGGERE L'ARTICOLO DEL DOTT. SALVO LEONARDI PUBBLICATIO SULLA RIVISTA DIRITTO E LAVORO? CLICCA QUI

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Giugno 2014 20:05
 
AUDIZIONE DI ALTA PARTECIPAZIONE ALLA COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO SULLA LEGGE DELEGA PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   
Sabato 07 Giugno 2014 10:46
AUDIZIONE DI ALTA PARTECIPAZIONE
ALLA COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO SULLA LEGGE DELEGA

Alta Partecipazione è intervenuta in audizione giovedì 5 giugno in Commissione Lavoro al Senato nell’ambito della discussione sul Disegno di Legge in materia di delega del lavoro (cd. jobs act), alla presenza anche del Governo nella persona del Sottosegretario Teresa Bellanova.

Per Alta Partecipazione erano presenti Andrea Dili, Giorgia D’Errico e Federico Nastasi che hanno sottolineato la necessità di una maggiore attenzione verso il mondo del lavoro autonomo, del tutto marginale nella Legge Delega, superando il limite di aver escluso completamente il lavoro autonomo esercitato con attività prevalentemente individuale dai benefici fiscali prima e dalla riforma del lavoro e dei sistemi di protezione sociale ora.

Per questo Alta Partecipazione ha evidenziando la necessità di aggiungere uno specifico capitolo alla Legge Delega che impegnasse il Governo ad intervenire tenendo conto di alcune priorità come con la richiesta di un intervento definitivo che armonizzi l’aliquota previdenziale della Gestione Separata a quella degli altri lavoratori autonomi. Un’altra necessità impellente ribadita durante l’audizione è stata la definizione di un fondo specifico per il sostegno al reddito dei lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata Inps e alla gestione ex Enpals finanziata con un modesto contributo di solidarietà generazionale a carico di chi è già in pensione ma contemporaneamente continua a lavorare e complessivamente accumula redditi alti. Sempre in tema di ammortizzatori sociali e di sostegno soprattutto ai giovani professionisti si è proposta la costituzione di un fondo bilaterale interprofessionale a contribuzione volontaria con finalità di tutela sanitaria, di sostegno al reddito, formative e, in generale, di sostegno all’attività professionale. Anche in tema di maternità si è proposto di favorire la facoltà di sostituzione e di astensione totale o parziale dal lavoro delle lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata Inps ed ex Enpals, alle stesse condizioni, previste per le altre lavoratrici autonome e per le libere professioniste.

Alta Partecipazione ha, inoltre, presentato anche proposte relative al riordino delle forme contrattuali auspicando la riduzione delle tipologie di lavoro al fine di ridurre

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Giugno 2014 11:00
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