Settori d'intervento

PUNTO E A CAPO di Silvia Del Vecchio

                                   

                                              

  IN QUESTA RUBRICA RIFLESSIONI, COMMENTI, ANALISI CON UN OTTICA DI GENERE.

  a cura di Silvia Del Vecchio *
  (* Esperta di formazione e politiche di genere)



LA RIFORMA E IL GENERE COME ECCEZIONE PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

Il lavoro secondo Fornero:

la riforma e il genere come eccezione.

 

Leggendo la riforma del lavoro del governo Monti, ho pensato alle parole di Alessandra Bocchetti in merito all’innalzamento dell’età pensionistica delle donne a 65 anni. Da una parte, il suo giudizio era di approvazione perché favorevole ad un allineamento dell’età lavorativa fra gli uomini e le donne, dall’altra, affermava di esserne contenta poiché la scelta fatta da Sacconi le obbligava a farsi carico ancora di più delle inefficienze del sistema sociale italiano. Questo peggioramento avrebbe spinto le lavoratrici, più o meno giovani, a non rimandare, o delegare ad altri, la responsabilità di agire in favore della rimozione di discriminazioni che, da sempre, hanno connotato il loro lavoro in Italia. Alla luce della riforma pensionistica e del lavoro dell’esecutivo tecnico, c’è da sperare. Sperare che cresca la consapevolezza che ciò che accade oggi non sia frutto della crisi (talvolta ci viene detto che l’abbiamo superata, altre volte che la “botta” dovrà ancora arrivare), e di contingenze temporanee, ma ha una prospettiva lunga quanto il futuro di tutte noi.

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Non voglio una parità che compensi la mia differenza. PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Del Vecchio   

Non voglio una parità che compensi la mia differenza

 

La riforma delle pensioni è strettamente intrecciata alla riforma del mondo del lavoro. Così parlò Elsa Fornero, già ministro del lavoro e della previdenza nel governo Monti, il 18 dicembre del 2011. In questi giorni incalza il dibattito sulla riforma del lavoro, e mentre comincia a delinearsi l’impostazione riformatrice che il governo intende imprimere al dialogo con le parti sociali, il ministro del lavoro pone l’attenzione su alcune priorità. Il rinnovo delle forme contrattuali e la ridefinizione delle tutele sociali sono le questioni sulle quali Fornero ha già fornito alcuni passaggi del percorso da intraprendere, una regolazione dei rapporti produttivi favorevole all’accesso dei giovani e delle donne in un’ottica di contenimento dei diritti e delle garanzie. Un contratto unico, o graduale, che agevoli le possibilità di un’occupazione continua, e non più precaria, delle fasce sociali più disagiate e marginali. E’ una scelta che risponde alla necessità di un’articolazione del mercato del lavoro più inclusiva e flessibile, e a un’accelerazione del dibattito in corso. E’ una scelta che, secondo il ministro e la Confindustria, alla lunga pagherà bene con una crescita della produzione e uno sviluppo delle risorse del paese.

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IL NOSTRO TEMPO E' ADESSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Imola   

Il nostro tempo è adesso

riflessioni e commenti dall'Assemblea Nazionale del movimento giovanile

 

di Silvia Del Vecchio

L’Italia non è un paese per giovani, il loro tempo è altrove. Ma i giovani sono pronti a cambiarlo questo paese, a tracciare direttive di crescita meno diseguali, volte al superamento degli ostacoli a una cittadinanza di diritti riconosciuti e universali: il “nostro” futuro è adesso. Questo è stato il messaggio principale emerso dall’assemblea nazionale “Liberiamoci dalla precarietà” organizzata, il 19 e 20 novembre a Roma, dal Comitato “Il nostro tempo è adesso/la vita non aspetta”.

L’idea di giovane equiparato a un lungo e individuale apprendistato dei diritti, e alla restrizione delle possibilità di autodeterminazione delle proprie vite, è stato ribaltato con l’affermazione della partecipazione politica individuale e collettiva e dell’universalità dei diritti. Il percorso è appena cominciato ma sono stati già individuati i nodi sui quali agire per modificare la rotta: sostegno al reddito e reddito minimo universale a prescindere dal contratto e a carico della fiscalità generale; stabilizzazione dei finti collaboratori e partite iva; aumento del costo del lavoro discontinuo; diritto dei giovani e dei precari alla casa, contribuzione figurativa nei periodi di disoccupazione e mobilità e, infine, estensione dell’indennità di maternità anche per le donne inoccupate/disoccupate a carico del fisco. Le risorse? La patrimoniale e la tassazione delle transazioni finanziarie, la doppia imposta sugli immobili sfitti e le penali per chi evade il fisco, è da lì che bisogna attingere le risorse necessarie. Una proposta di rinnovamento che individua nell’intervento pubblico la via principale attraverso la riforma del sistema fiscale e, quindi, l’apporto di tutti e tutte.

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