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AUMENTO ALIQUOTA PREVIDENZIALE GESTIONE SEPARATA PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

Comunicato stampa

BERLUSCONI E LA LEGA
HANNO MESSO LE MANI NELLE TASCHE DEI PRECARI


L'ultimo provvedimento del Governo Berlusconi/Bossi, è stato di aumentare nuovamente l’aliquota previdenziale per le lavoratrici e i lavoratori “precari”, i cosiddetti parasubordinati, dal 26,72% al 27,72%. Un nuovo salasso ancora una volta interamente a carico dei lavoratori, erodendo il loro già esiguo compenso netto, e non delle imprese (come già successo nei 15 anni precedenti).

Gran parte dei 744.513 lavoratori atipici iscritti alla gestione separata INPS nel 2009, con un solo committente, ha un reddito medio di 8.201,93 € lordi annui;  nel 2007 il reddito medio era di 8.800 € lordi annui. Mentre le partite Iva iscritte alla gestione separata hanno ridotto il proprio reddito del 30% tra il 2006 e il 2009 (Osservatorio lavoro atipico Un. La Sapienza).

 

Questo iniquo aumento non servirà a disincentivare il ricorso al lavoro parasubordinato o a partita iva individuale, come dimostrato dall’aumento dei precari in tutti questi anni di continuo incremento dell’aliquota previdenziale. Servirà, invece, a fare cassa per lo stato per finanziare ulteriori sgravi contributivi per le aziende che assumono apprendisti, fatti pagare ai lavoratori più precari e mal pagati di tutti.

Oltretutto non è nemmeno un gran investimento considerando che:

- i contributi per l’apprendistato si danno a pioggia a tutte le aziende che usano l’apprendistato a prescindere dalla formazione e dalle assunzioni finali;

- nel 2009 solo il 25% degli apprendisti è stato confermato a tempo indeterminato e che ancora prima degli ulteriori sgravi gli incentivi agli apprendisti costano allo stato 2 miliardi di euro;

- oltre agli sgravi dello stato, le aziende pagano molto meno il salario degli apprendisti rispetto ad un operaio qualificato (tra il 20% e il 40% in meno a seconda dei settori e dei periodi).

Inoltre senza “compensi minimi” concordati per i collaboratori e le partite iva, le imprese lasceranno invariati i compensi lordi scaricando sui lavoratori parasubordinati anche i 2/3 a carico loro o ricorrendo maggiormente alle partite iva che già oggi pagano interamente la contribuzione INPS. L’assenza di redditi equi, unitamente alla mancanza di politiche di sostegno al reddito, rende non dignitose le prospettive di vita e previdenziali dei lavoratori parasubordinati e a partita iva individuale iscritti alla gestione separata, scaricando sui singoli il peso dei costi previdenziali, l’assenza delle protezioni sociali e delle tutele durante il rapporto di lavoro e una pensione che sarà per gran parte di loro sotto la soglia minima.

La beffa nel dramma è che gli iscritti alla gestione separata sono gli unici che durante la crisi economica non hanno avuto alcun sostegno al reddito quando hanno perso il lavoro e che dei 200 milioni stanziati, in due anni ne sono stati spesi solo 23: non si è pensato di allargare il sostegno ai parasubordinati a cui oggi si pratica l’ennesimo salasso.

E’ proprio un mondo alla rovescia.

ASSOCIAZIONE 20 MAGGIO – FLESSIBILITA’ SICURA

 

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