AUTOREVOLI

Pubblichiamo gli scritti e le riflessioni di alcuni "autorevoli" amici dell'Associazione 20 maggio, per arricchire il dibattito politico e socio-economico. Potete rispondere e interloquire e l'Associazione 20 maggio sarà felice di pubblicare le vostre interlocuzioni e di segnalarle all'autore.

Giuseppe Casadio, Aldo Bonomi, Sergio Bologna, Giacinto Militello, Gianni Principe,
Cesare Damiano ...

  

   



QUALCOS’ALTRO DA SAPERE…….. PDF Stampa E-mail
Scritto da 20 maggio   

QUALCOS’ALTRO DA SAPERE…

Giuseppe Casadio ci propone una ricostruzione veritiera (QUALCUNO CHE QUALCOSA NE SA…… pubblicato su questo sito) di un decennio di vicende relative al mercato del lavoro, alle politiche e alle battaglie che hanno ruotato intorno a tale tema. Mi sento solo di aggiungere una considerazione intorno a un risvolto dell’accordo separato sui contratti a termine. Oltre a tutte le novità commentate si procede alla abolizione del diritto di precedenza. E’ la misura più velenosa che si possa immaginare. Per tutti i lavoratori stagionali era scontato il diritto a essere riassunti la stagione dell’anno successivo. E’ stato necessario battagliare nei contratti per ripristinare questo diritto spazzato via con una firma. E’ stato ripristinato anche nella recente legge sui contratti a termine seppure in maniera pasticciata nella procedura di sua attuazione.

La vicenda tuttavia si inquadra in uno scenario fatto di tante altre situazioni e problematiche di una condotta Cgil per  niente affatto convincente.

Provo a descrivere.

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QUALCUNO CHE QUALCOSA NE SA ... PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Casadio   

QUALCUNO CHE QUALCOSA NE SA ...

Siccome molte delle affermazioni correnti nella polemica quotidiana, hanno suscitato alcune 
riflessioni retrospettive in chi,  come Giuseppe Casadio, ha alle spalle esperienze reali che ancora echeggiano oggi e pensando che la sua ricostruzione sia utile e stimoli molte considerazioni sull'oggi, pubblichiamo questo scritto di Giuseppe Casadio.

A chi qualcosa ne sa, risulta più che paradossale ascoltare affermazioni, sussiegose ed autorevoli, secondo cui il mercato del lavoro italiano sarebbe da decenni sclerotizzato, ingessato da regole pressoché preistoriche, difese contro tutti e a tutti i costi da un sindacato incapace di comprendere gli epocali cambiamenti in corso.

La realtà è pressoché opposta; da un ventennio a questa parte si è prodotto un profluvio di norme, aggiustamenti, piccoli o grandi strappi, accordi  stipulati fra questo o quello dei vari governi succedutisi e soggetti sociali presuntivamente rappresentativi, spacciati ogni volta come la grande riforma da tempo attesa. Risultato: un groviglio irrazionale e caotico che costituisce oggi terreno fertile per quasi ogni abuso in danno dei lavoratori, giovani ma non solo.

A chi voglia ragionare con buona coscienza, può risultare utile una sintetica rassegna delle tappe fondamentali di tale devastazione, senza reticenze anche per quanto riguarda le responsabilità principali da attribuire. Alla politica, innanzitutto, ma anche alle rappresentanze imprenditoriali e agli stessi sindacati, tormentati da un ventennio di rapporti unitari difficili e a volte inquinati da gravi cadute di autonomia.

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“NE HA DI DENTI IL PESCECANE …” PDF Stampa E-mail
Scritto da GIUSEPPE CASADIO   

“NE HA DI DENTI IL PESCECANE …”


Pubblichiamo questo articolo di Giuseppe Casadio anche per segnalare la nostra indignazione per quanto accaduto ad una persona che stimiamo moltissimo è che con le sue parole, le sue acute riflessioni, le sue visioni del futuro ci arricchisce ogni giorno e ci riempie dell'orgoglio di conoscerlo e di poter beneficiare della sua amicizia.

Casadio è vittima, con molti altri purtroppo, dell'insensato e colpevole comportamento corruttivo e d'ingordigia di alcune multinazionali del farmaco. 

Per chi volesse può vedere il TG3 che ne ha parlato intervistando Beppe Casadio CLICCANDO QUI

 

Mi è tornata alla mente la ballata di Mackie Messer, trovandomi costretto a riflettere in questi giorni sulla tristissima vicenda di cronaca che ci racconta del colossale raggiro che si è consumato ai danni di tante persone bisognose di cure per non perdere la vista, alle quali è stato letteralmente impedito di curarsi.

Nell’”opera da tre soldi” di B. Brecht, Geremia Peachum difende a tutti i costi il suo impero costruito sullo sfruttamento degli ultimi nei sobborghi della Londra di inizio ‘900. Geremia Peachum affitta stampelle, fabbrica protesi adatte ad indurre pietà, a muovere la carità dei borghesi … E non intende rinunciare al suo business.

Poi ho pensato che non può essere così. Brecht ci emozionava e ci entusiasmava quando avevamo vent’anni; non siamo più nelle spelonche di Jenny o nell’angiporto della Londra di allora.

Eppure succedono ancora cose così. Per puro intento speculativo si truccano i dati scientifici, si inducono istituzioni inadeguate – o corrive – ad assumere “alla leggera” decisioni amministrative, che però producono effetti dirompenti e traumatici sulla vita di tante persone.

I fatti ormai sono noti: due giganti dell’industria farmaceutica (dal giro finanziario che fa impallidire il bilancio dello stato di interi paesi), con un lavorio sotterraneo durato anni, determinano le condizioni d’ambiente affinché venga dichiarato inutilizzabile nel sistema sanitario nazionale un farmaco scientificamente approvato, ampiamente utilizzato da tempo in Italia come nella gran parte degli altri paesi, ma che ha il difetto di costare troppo poco. Così si libera il campo ad un farmaco concorrente, che costa (al servizio sanitario o al cittadino) 20 volte tanto e che, non solo per questo, non è altrettanto facilmente fruibile.

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