Sicurezza sul lavoro: operaio muore schiacciato da una rotoballa di plastica

Inutili i soccorsi

Salassa (TO) Allarme all’alba al Rg Polietilene situata in via ex Internati; un operaio cinquantenne è deceduto schiacciato da materiale pesantissimo, circa 800 kg, che gli si è rovesciato addosso; sul posto sono prontamente giunti i Vigili del Fuoco di Ivrea e la Croce Rossa di Castellamonte e lo  Spresal dell’Asl To4, allertati dai compagni di lavoro che hanno assistito alla disgrazia senza poter fare nulla per il poveretto, che è morto sul colpo. I paramedici intervenuti hanno tentato una rianimazione sul posto, ma inutilmente, l’operaio probabilmente non si è nemmeno accorto di morire.

Sicurezza sul lavoro

Lo sfortunato operaio si chiamava Salah Semhani, aveva 50 anni, ed era di origine marocchina ma residente a Favria da molto tempo, infatti lavorava nell’azienda da circa dieci anni; l’uomo stava uomo stava effettuando le pulizie mattutine nel cortile della struttura, qaundo è rimasto schiacciato da materiale pesante. I colleghi, che lo stavano cercando per affidargli un altro lavoro, si sono resi conto che Salahera stato schiacciato dal peso di alcune balle di materiale plastico ed era purtroppo già deceduto. Sul posto sono arrivati per gli accertamenti di rito anche i Carabinieri di Rivarolo Canavese e Cuorgnè. Assistenza caldaie Roma

Norme sulla sicurezza sul lavoro

Le norme sulla sicurezza dei lavoratori sono un tema scottante; spesso gli incidenti si verificano per via di responsabilità mancate, e di scarsa attenzione per le zone di lavoro: magazzini, capannoni, fabbriche, aree di carico e scarico; tutti luoghi dove i dipendenti dovrebbero sempre poter lavorare in sicurezza e con tranquillità; a volte forse è solo il destino che attende dietro l’angolo; la linea di demarcazione tra questi due aspetti del problema è davvero esigua; di fatto gli incidenti sul lavoro si portano via troppo spesso padri di famiglia e ragazzi troppo giovani, ma questo è l’incognita che ogni mattina incombe su chi si reca al lavoro. Una presa di coscienza è senza dubbio dovuta da chi gestisce il lavoro nel nostro Paese.

 

 

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