Non sono rifiuti: lavoro grazie al riciclo

Forse, più che nell’era tecnologica, ci troviamo in quella dello spreco. Una volta, se una cosa si rompeva, si sistemava e andava avanti fino a quando non c’era proprio più nulla da fare. Oggi, invece, siamo nell’era del consumismo in cui, appena una cosa accenna a non funzionare a dovere, via, si butta nel bidone.

Gruppi di economia sociale

Un esperimento di economia sociale è nato a Roma dove le persone possono iscriversi a Nonsonorifiuti e conferire carta, legno, plastica (solo PET), vetro metalli, olio esausto, vestiti usati e altri generi di materiali che vengono pesati separatamente e acquistati. I soldi vengono direttamente accreditati su un contro personale che il cliente può consultare online. Arrivati a 5 euro si può decidere di ritirare il proprio credito o continuare con la raccolta. L’iniziativa è stata avviata nella zona del Triofale, tra i banchi del mercato e questo ha dato nuova energia anche alla zona perché, intanto che si lasciano le cose che non servono più, si fa anche la spesa.

Un’iniziativa per privati

Sicuramente questo è un servizio che aiuta molti cittadini a smaltire cose che non servono più, ma li stimola anche a rispettare l’ambiente. Il servizio, svolto al box 95 del mercato del Trionfale, però, è dedicato ai privati cittadini, ma per le aziende che vogliono smaltire metalli residui della produzione, come si fa? In questo caso ci si deve rivolgere a specialisti del settore che possono fare grossi carichi e hanno la possibilità di fare trasporto e smistamento, come acquistare metalli Milano, che, una volta finito il procedimento, inviano tutto in fonderia. Anche in questo caso il rifiuto si può trasformare in rendita, basta chiedere un preventivo.

Un servizio unico

Quello di Nonsonorifiuti è un servizio davvero unico. Prima di loro, ad esempio, nessuno raccoglieva l’olio esausto che finiva nelle condotte dei lavandini, inquinando l’acqua del mare e creando grossi danni ostruttivi nei degrassatori. Il risultato è sempre più interessante e spesso spinge la gente ad intervenire, non tanto per una questione economica, ma perché vuole che il progetto continui ad ingrandirsi, come dice una signora che da un paio di anni frequenta Nonsonorifiuti e fa di tutto per sostenere e pubblicizzare l’attività.

 

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